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AAA Casa a Milano cercasi – Il primo giorno di lavoro

bj

di Francesca, MFA 2017

 

Maggio e Milano, giorno del colloquio. Ansia.

Dopo aver sostenuto il colloquio mi restavano ancora alcune ore prima della partenza del treno, entro in un negozio per potermi liberare dai “comodissimi” abiti da colloquio e ricevo una chiamata. Dopo un’ora dal colloquio mi dicono che mi hanno scelta per poter sostenere uno stage qui a Milano ma, dulcis in fundo, sarebbe iniziato nella prima decade di giugno.

Euforia a mille, riaggancio la chiamata e inizia la sfilza di telefonate per dare la notizia. Alla fine del giro di chiamate, realizzo effettivamente che il 10 giugno è dietro l’angolo ed io non avevo ancora una casa.

Ansia.

Tornata a casa, la prima cosa che faccio è la ricerca di una casa, penso che sia stata la cosa che in quelle settimane mi abbia angosciato di più di tutto, la lontananza da casa, dagli amici e dalla famiglia era per un attimo sommersa dalla paura di andare a vivere sotto ad un ponte! A parte gli scherzi, credo che il tempo per metabolizzare la notizia che la mia vita sarebbe cambiata nel giro di poche settimane si è realizzata solamente negli ultimi giorni, in procinto della partenza.

Arrivata a Milano, la sera prima del mio primo giorno di lavoro, la testa inizia a viaggiare chiedendomi cosa mi sarei dovuta aspettare l’indomani, che persone avrei incontrato, come sarebbe stata la giornata e tanti altri mille pensieri di questo tipo. Mattina del primo giorno di lavoro, sveglia prestissimo, dopo aver studiato nei giorni precedenti e ripassato la sera prima il percorso più breve per arrivare al lavoro, esco di casa e nel tragitto verso la sede partono di nuovo gli stessi pensieri!

Appuntamento alle ore 9, arrivo “leggermente” in anticipo (8.15), ovviamente avevo esagerato nell’anticiparmi e quindi decido di aspettare almeno una ventina di minuti prima di recami alla reception. Una volta dentro mi fanno accomodare in sala d’attesa, aspettando che arrivasse l’HR, e durante l’attesa arriva anche un altro ragazzo, neo assunto come me, ed iniziando a parlare abbiamo scoperto che avremmo lavorato nello stesso team. Primo collega conosciuto.

Una volta sopra, inizia per davvero il mio primo di lavoro, tutte le ansie e tutte le paure però si spostano per dar spazio a quella curiosità di capire ed imparare il più possibile. Primo giorno di lavoro superato alla grande, sono sempre peggiori le aspettative di quello che poi è davvero la realtà.

E per confermare quello che dicono, pausa pranzo con il capo, a Milano ognuno paga quello che ha ordinato!