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GLOBAL JUSTICE: etica e morale ai tempi della globalizzazione

di Pietro Maffettone, Università Federico II di Napoli

 

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L’idea di giustizia globale è un tema che può apparire ai più misterioso. Ma essa non è altro che una riflessione sugli aspetti etici e morali legati al mondo globalizzato di oggi. La concretezza di questo tipo di argomenti può essere facilmente colta facendo un rapido esperimento mentale.

Pensate ad una vostra giornata tipo durante il weekend. Vi svegliate e, come di consueto, preparate un caffè, fate un abbondante colazione con frutta, cornetto e altri prodotti, leggete un quotidiano sul vostro cellulare, e vi dirigete in bagno per fare una doccia. Poi vi vestite mettendo una t-shirt, una felpa e delle scarpe da ginnastica. Oggi è sabato e vi accingente a fare la spesa al supermercato. Ci andate in macchina. Ritornando verso casa vi fermate in farmacia.

Una giornata, tutto sommato, normale. Eppure, forse a vostra insaputa, avete affrontato molti temi legati alla giustizia globale.

Scomponiamo gli avvenimenti e proviamo a guardare ad essi con occhi leggermente diversi. Il caffè che consumate non è di certo prodotto dietro casa. E per quanto in Italia resista una forte tradizione di industria tessile, nella maggior parte dei casi non lo sono nemmeno le vostre T-shirt, le vostre felpe e le vostre scarpe da ginnastica. La domanda successiva è, dunque: chi produce queste “cose” e in che condizioni lo fa? Il caffè potrebbe raggiungervi dal Sud America dove contadini Boliviani lavorano per salari bassissimi. Il vostro abbigliamento potrebbe giungere a voi dopo lunghi e arzigogolati passaggi nelle catene globali del valore che partono da San Francisco (dove viene effettuato il design) e passano dal Bangladesh, dove donne e uomini lavorano 70 ore alla settimana in condizioni spesso orrende. Il vostro sguardo si posa poi sul vostro telefono e sulla vostra auto. Che cosa c’è dentro il telefono e dentro il serbatoio dell’auto? Minerali. Da dove vengono? Spesso da Africa e Medio Oriente. A chi vanno gli introiti di questo commercio? Sovente a dittatori spietati, oligarchie anti-democratiche, e gruppi di ribelli armati sanguinari. Guardate la macchina un attimo in più. La macchina (che voi avete guidato da soli) produce anidride carbonica. Quest’ultima contribuisce al cambiamento climatico. E, almeno secondo la maggior parte degli scienziati, il cambiamento climatico farà danni profondi al nostro sistema ecologico. I costi maggiori saranno affrontati, come spesso accade, da coloro che hanno meno mezzi per adattarsi. Vi torna in mente la farmacia. Il medicinale che avete acquistato è prodotto da una multinazionale con numerosi brevetti a suo titolo per il trattamento dei tumori. Questi brevetti, garantiti su scala globale da accordi internazionali siglati sotto l’egida della World Trade Organization hanno costi di produzione irrisori ma vengono spesso venduti in India a prezzi molte volte superiori alle entrate medie di coloro che li dovrebbero usare in un contesto nel quale le istituzioni sanitarie non hanno le stesse risorse rispetto ai paesi occidentali.

Passa un altro istante ancora, e vi rendete conto che avete una casa, una cucina, e che il vostro primo pensiero la mattina sia preparare il caffè, mangiare ciò che c’è nel frigo, lavarvi e vestirvi. Avete quindi risolto alcuni problemi fondamentali che larghe fette dell’umanità stanno ancora affrontando, come avere accesso a servizi igienici funzionanti, ad acqua potabile per lavarsi, avere un tetto sulla testa e qualcosa da mangiare e mettere addosso.

Nel mondo di oggi quasi il 10% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno. Molti altri con poco più. Colti da un certo senso di malessere, vi sedete e decidete che forse è il caso di soffermarsi a pensare a queste azioni banali e approfondirne il significato. Avete cominciato a pensare ai temi legati alla giustizia globale. E, come spesso accade, partite da alcuni dati e da alcune domande. La produzione di un’importante fetta delle cose che consumate è globalizzata. Ma le condizioni di lavoro legate a questo fenomeno sono spesso drammatiche. Comprare questi prodotti è una forma inaccettabile di sfruttamento o una fonte straordinaria di occupazione? Le fabbriche del Sud Est asiatico sono foriere di abusi e morte, ma hanno anche consentito alla Cina di creare la più grande classe media della storia in soli 30 anni. Il petrolio e i minerali che sono contenuti nei vostri beni di consumo sono una fonte inesauribile di finanziamento per loschi individui o un modo concreto per permettere a paesi con poche capacità industriali di sfruttare il loro potenziale produttivo nel modo migliore possibile? Le multinazionali dell’industria farmaceutica, in genere, non suscitano grande simpatia, ma va detto che i costi di ricerca e sviluppo dei medicinali sono alti e che in assenza di un monopolio temporaneo sulle invenzioni vi sarebbero pochi incentivi a investire. Il cambiamento climatico è anch’esso un tema difficile. Voi potreste non usare più la macchina o cercare di non utilizzarla da soli. Ma sarebbe tutto inutile se non ci fosse uno sforzo collettivo al riguardo. Chi ha la responsabilità di rendere un tale sforzo possibile e come debbono essere distribuiti i costi ad esso legati? La vostra riflessione si infittisce e, come è normale che sia, dalle domande specifiche su temi specifici, passate a qualcosa di più astratto e generale. Avete cominciato a pensare al concetto stesso di giustizia globale.

Secondo l’economista Branko Milanovic, il maggiore determinante delle prospettive di vita di una persona è il luogo di nascita. Ma, si sa, la nascita è un caso. È giusto che la vostra esistenza sia favorita dal caso o si dovrebbe mirare a una qualche forma di eguaglianza di opportunità su scala globale? Più in generale, che tipo di obblighi morali avete nei confronti delle tantissime persone che non arrivano a fine mese ma che vivono fuori dai vostri confini nazionali? Possono tali confini, che sono geografici e politici, cambiare così radicalmente i vostri doveri? Il mondo globalizzato di oggi, come ci insegna David Held, è fatto di destini che si intersecano in modi sempre più complessi. Il concetto di giustizia globale ci ricorda che questi fenomeni hanno una forte connotazione etica e morale.