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Human Resources: la tela del futuro

hr

di Matilde Marandola, Reliance Consulting Group

Parlare di futuro è di per sé difficile. Parlare di Risorse Umane è, se possibile, ancora più complesso. Quanto può mai essere difficile, allora, parlare delle Risorse Umane nel futuro? Trattare di Risorse Umane vuol dire trattare della trama organizzativa delle aziende. Vuol dire parlare di individui che con il loro puzzle relazionale creano clima ed emozioni unici in qualsiasi azienda. Vuol dire parlare di persone che passano i ¾ della loro giornata a lavoro e che sperano in un ambiente sereno, accompagnati dalla tecnologia sempre più forte e da capi sempre più illuminati. Il futuro delle Risorse Umane è un futuro semirobotizzato, all’insegna della velocità e della prossimità. La tecnologia già oggi non punta all’automatizzazione dei processi, ma ad una comunicazione sempre più rapida, efficace ed inequivocabile. Una comunicazione che fa cultura, dentro e fuori l’Azienda. La Ricerca e Selezione è oggi sempre più uno strumento di customer retention e in futuro, probabilmente, sarà un vero e proprio strumento di branding per qualsiasi azienda che non vorrà essere solo riconosciuta come un’organizzazione a scopo di lucro, ma considerata un player etico e socialmente responsabile che partecipa attivamente e vicendevolmente alla crescita della società in cui si trova. L’organizzazione, oggi, è una continua ricerca dell’efficienza ad ogni costo, in sella al destriero della Lean Philosophy, e della lotta agli sfridi e ai tempi morti. In futuro l’organizzazione, forse, non avrà capi e sarà un inno al vero Self Management, quello del gruppo di pari che raggiungono gli obiettivi senza le briglie del tempo e degli spazi d’ufficio. La valutazione terrà conto delle persone e non più solo dei professionisti clusterizzati in sterili classifiche di produttività. Le persone saranno valutate non solo per il loro operato e il loro comportamento organizzativo, ma anche per l’impatto sociale che avranno al di fuori dell’azienda. Le aziende non più come monadi economico-produttive ma player sociali con i propri dipendenti in veste di brand ambassador. La funzione HR sarà sempre più strategica. Temi quali la comunicazione, la brand reputation, l’impatto sociale passeranno necessariamente per una funzione che, oggi, è vista con distacco e indifferenza da quelle funzioni “tradizionalmente” più vicine al core business. La strategicità sarà dovuta all’importanza chiave degli uomini e delle donne che saranno chiamati a governare le nuove tecnologie e a gestire un livello di competenze sempre più elevato e sempre meno tecnico. Le competenze trasversali, domani più di oggi, costituiranno il primo filtro selettivo delle risorse umane nelle aziende. Di nuovo la comunicazione, l’intelligenza emotiva e soprattutto l’intelligenza sociale: quest’ultima, oggi poco ricercata, sarà il fulcro di popolazioni aziendali sempre più multiculturali e multirazziali. Di che tipo di HR Manager ha bisogno la nuova azienda del futuro? Il nuovo HR Manager dovrà essere una persona con forti valori e un eccellente professionista. Nulla di più banale eppure nulla di più difficile. Il futuro sarà fatto di relazioni e connessioni trasversali ad ogni livello economico e culturale, scandite da una presenza sociale che sarà quasi esclusivamente online. L’offline sarà riservata agli affetti di lungo periodo. L’online scandirà ogni ambito, ogni aspetto dentro e fuori l’azienda, dentro e fuori i nostri spazi vitali e questo necessiterà di competenze trasversali e di un’integrità professionale che oggi cedono il passo a competenze tecniche non ancora date per scontate. È possibile paragonare il futuro della funzione HR ad una tela di ragno? L’HR Manager catturerà e ingaggerà i dipendenti con strumenti attrattivi? No… speriamo in una tela colorata sulla quale ogni persona che vivrà l’organizzazione con il proprio cuore e il proprio cervello, sceglierà il proprio colore e la propria traccia diversa e personale e solo così verrà fuori un capolavoro…